Mancanza di inventiva

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C’è un solo modo, a quanto pare, per battere la Apple: assomigliarle il più possibile. L’ultima a “provarci” è HP con la sua nuova linea di PC lanciati in queste ore. Uno di questi, lo Spectre One, è molto simile a una delle creature dell’azienda di Cupertino: l’iMac. Per gli utenti di Twitter è addirittura una copia spudorata. Sul social network i navigatori non si risparmiano ed esprimono tutto il loro stupore (condito da cinica ironia) per il prodotto dell’azienda di Palo Alto: “E’ ridicolo. Chissà come si saranno sentiti gli ingegneri quando gli è stato chiesto “Andate e costruite il nostro nuovo computer. E fate una copia dell’iMac” scrive Joshua Vaghan. “Ciao, siamo quelli di hp, abbiamo fatto un pc che è un imac, ma con windows sopra” twitta invece Emanuele Menietti. Sullo Spectre One, infatti, gira Windows 8. E il software, a giudicare dalle prime immagini della macchina, sembra essere davvero l’unica differenza rilevante. Per il resto il computer HP è un all-in-one dal design profondamente “ispirato” all’iMac. Persino il mouse (wi-fi) assomiglia terribilmente al Magic Trackpad lanciato da Apple nel 2010. “L’HP Spectre ONE è esattamente una copia dell’IMac… ora dopo Samsung la Apple porterà HP in tribunale?” si chiede, sempre su Twitter, l’utente  Francesco Medda. Una domanda che, nelle ultime ore, devono essersi fatta in molti.

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Il punto

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È una svolta quella sancita dalla Banca centrale europea. Per la prima volta c’è un’istituzione sovranazionale europea che interviene a sostegno dell’euro. Ma meglio evitare eccessivi ottimismi sull’uscita dalla crisi, anche perché ci si muove sul filo del rasoio. Infatti la Bce si limita a ributtare la palla nel campo degli stati membri: “agirò solo se avrete prima agito voi”. E i governi faranno di tutto per non dover sottostare a procedure molto pesanti. Altro che memorandum leggero! Quindi alla fine la Bce potrebbe essere chiamata a intervenire solo quando il paese non è più in grado di fare alcun aggiustamento strutturale e sono necessari piani d’acquisto di titoli ingenti.
Si apre il tavolo con le parti sociali con totale mancanza di idee. Eppure si potrebbero ridurre le tasse sul lavoro sfoltendo la giungla di sussidi alle imprese.
Il capo della vigilanza della Bank of England propone di abbandonare le regole di Basilea sulla supervisione bancaria. È vero che sono complesse, alcune esageratamente prudenziali, ma hanno bisogno di essere sfoltite e corrette, piuttosto che mandate in soffitta.
Per la prima volta, in estate, abbiamo visto una piccola guerra dei prezzi dei carburanti al distributore. Innescata dagli sconti dell’Eni e dalla campagna Fiat-Ip. Bene. Eni e Fiat, però, sono anche i leader nel metano. Perché non scommettere sul suo impiego nell’auto? I vantaggi sarebbero molteplici.
Instabile e incerta la regolamentazione dei servizi pubblici locali. È stata oggetto di un referendum l’anno scorso (per l’acqua), di interventi del Governo Monti, di una recente sentenza della Corte costituzionale. Occorre mettere ordine tra istanze diverse, spesso conflittuali, tenendo conto dei princìpi europei.
Che storia c’è dietro i quasi 2 mila miliardi di debito pubblico italiano? Cinquant’anni di governi spreconi con poche eccezioni. Ripercorriamoli passo a passo.

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Peperoncino

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Sono diversi anni che faccio visita al Festival del peperoncino e, ogni anno che passa, mi sembra di stare sempre più ad una sagra di paese. Oramami ha assunto i connotati di sagra paesana, lasciandosi dietro quelle caratteristiche che all’inizio dei suoi tempi (20 anni fa) l’avevano fatto diventare un appuntamento a carattere nazionale, per non dire internazionale. Ques’anno ho avuto modo di incrociare solo un piccolo gruppetto di inglesi e un’altro di spagnoli. Niente più! Ma aldilà delle presenze, anche le iniziative che lo accompagnano sono di livello molto basso e poco orientato alla cononscenza e divulgazione della cultura locale.

Se tra i vari stand incontri anche quello dello storico aspirapolvere Folletto, vuol dire che siano proprio alla frutta … anzia al peperoncino!

Ecco alcune foto:

Varie

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Sono rientrato da poco da un WE molto piccante, nel senso del peperoncino … cosa avevate creduto! In questi ultimissimi giorni ho anche aggiornato un po il sito con diversi slider che scorrono in testa alle pagine, Home esclusa. Nell’ultima settimana, inoltre, ho molto; tanto;  troppo pensato al futuro sentimentale particolarmente incerto e traballante. … Ma di tutte queste cose, spero di parlarvi con più calma nei prossimi giorni. Stasera sono stanco e non mi va. Buona notte!

Thailandia

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Il mese scorso sono stato in Thailandia per una quindicina di giorni. Nella pagina “Fotografando” di questo sito, ho inserito un piccolo estratto di foto: Figli di Budda. Dalla Thailandia ho riportato con me le contraddizioni di una nazione in forte crescita consumistica, che vede centri commerciali fantasmagorici di fianco a mercatini fatiscenti ma colorati e vivi; macchine di lusso fermarsi ai semafori insieme ai Tuk Tuk e motorini sgangherati con 4 persone in groppa (e almeno 2 bimbi); ristoranti alla moda e di alta cucina avere di fianco l’ingresso baldacchini che emanano una puzza indescrivibile di poltiglie varie e cibarie approssimative; mezzi di trasporto avvenieristici intersecarsi con mezzi di fortuna; aeroporti spaziali da rimanere a bocca aperta con aeroporti fatti di capanne ma anch’essi da farti rimanere a bocca aperta; odori floreali che ti coinvolgono all’ingresso di hotel a 6 stelle con una diffusa puzza di fogna che ti segue per strada. Ho riportato con me il sorriso dolce e disponibile delle persone; la bellezza delle donne locali con le loro linee proporzionate, la loro pelle che sembra porcellana, gli occhi a mandorla spesso coperti da fili di capelli neri e lisci. Riporto con me anche un’affascinante  ed intrigante cultura buddista libera e permissiva, senza dogmi e bigottismi tipici del nostro cattolicesimo antico.

Tutto questo e tanto altro riporto con me qui in Italia che, come sempre capita quando ritorno da un viaggio all’estero, riabbraccio volentieri; un’Italia che ritrovo però sempre arrancare appresso ad un’emancipazione culturale, sociale e turistica.

Apple contro tutti in un autunno ricco di novità

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Chi vince non è simpatico e, così, Apple si ritrova a dover affrontare una concorrenza quanto mai agguerrita, soprattutto in questo autunno che si preannuncia rovente. Ecco tutte le novità che ci aspettano nei prossimi mesi.

Altri tempi – C’era una volta un’azienda che sviluppava in gran segreto i suoi prodotti e coglieva di sorpresa i rivali, presentando dispositivi rivoluzionari quando meno te l’aspettavi. Negli ultimi anni, questo marchio è diventato leader nel settore dei dispositivi mobili e ormai non c’è un prodotto Apple che che non diventi subito oggetto di rumors, speculazioni e imitazioni di ogni tipo. La vita a Cupertino è diventata terribilmente complicata e, tra un’udienza e l’altra, Apple continua a dedicarsi a smartphone e tablet, mentre tutti gli altri cercano di insidiarne la leadership.

Nokia e Motorola – Sono lontani i tempi in cui Nokia e Motorola si contendevano la supremazia del mercato mobile. Queste due aziende si sono trasformate da teste di serie quali erano in inseguitrici fuori allenamento, nonostante le rispettive partnership d’eccellenza con Microsoft e Google. Entrambe hanno fissato per mercoledì prossimo conferenze stampa di grande interesse che sveleranno, con ogni probabilità, i loro nuovi modelli: i Lumia 820 e 920 da una parte e i primi smartphone Android senza cornice dall’altra.

Amazon, Sony e Samsung – Amazon ha seguito il loro esempio e ha deciso di organizzare un evento per il giorno seguente – il prossimo 6 settembre – per mostrare al pubblico il tablet Kindle Fire 2. Sony e Samsung, dal canto loro, hanno già svelato le loro carte la scorsa settimana, durante l’IFA di Berlino: tanti i motivi d’interesse per i prodotti annunciati dai due colossi asiatici e, in particolare, l’attenzione si è concentrata sul Galaxy Note 2, che, stando a voci di corridoio, potrebbe approdare sul mercato entro la fine del mese di settembre.

Finalmente l’iPhone 5 – Il bello verrà, però, la settimana seguente: il 12 settembre Apple presenterà l’attesissimo iPhone 5 – o, più semplicemente nuovo iPhone – insieme a iOS 6. Date e contenuti dell’evento, in realtà, non sono stati ancora ufficializzati e sono frutto, tanto per cambiare, di congetture degli addetti ai lavori, alimentate dalle indiscrezioni di alcune “lingue lunghe” degli uffici di Cupertino. Ciò nonostante, anche se non c’è ancora nulla di certo, la concorrenza ha deciso di giocare d’anticipo, come dimostrano gli appuntamenti di cui ti abbiamo parlato poc’anzi.

Il momento di Microsoft – Motorola, il martedì successivo, terrà un’altra conferenza stampa, questa volta insieme a Intel, per presentare un nuovo dispositivo Android con un’architettura interna rivoluzionaria, mentre il mese di ottobre sarà all’insegna delle novità sviluppate da Microsoft. Windows 8 farà il suo esordio e, per la prima volta, arriverà anche un dispositivo interamente made in Redmond: il tablet Surface. Dopo quella data, saranno finalmente commercializzabili tutti gli ultrabook convertibili e i notebook touchscreen mostrati all’IFA.

Apple pensa in piccolo – A quel punto, l’autunno sarà agli sgoccioli, eppure le sorprese non saranno finite: Apple, secondo fonti ben informate, potrebbe presentare prima di dicembre un nuovo tablet – il cosiddetto iPad Mini – con un display più piccolo di quello dell’attuale iPad, con una diagonale di circa 7,85 pollici. Con questo dispositivo, la casa della mela morsicata cercherà di “sfondare” in una nicchia emergente, che per ora ha come protagonisti i diversi Galaxy Tab di Samsung e il Kindle Fire di Amazon, oltre al neonato Nexus 7 di Google.

Diverso è bello – In verità, qualora Apple decidesse di produrre l’iPad Mini, si ritroverebbe per la prima volta a inseguire la concorrenza e questo potrebbe essere interpretato perfino come un segno di debolezza. D’altra parte, la diversificazione dell’offerta che ormai tutti stanno adottando come strategia per il futuro sembra essere l’unica strada percorribile per non soccombere, specialmente adesso che iniziamo ad avere la sensazione che a Cupertino si stia attraversando una fase di stagnazione, soprattutto per quanto riguarda il design. Chissà chi avrà la meglio alla fine: le solite pecore digitali – citando la discussa metafora proposta da Samsung in occasione del lancio del Galaxy S III – oppure chi cerca di essere diverso a tutti i costi?

www.jacktech.it

“Pietà” di Kim Ki-duk

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Stampa e pubblico entusiasti per la prima proiezione di “Pietà” di Kim Ki-duk, in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. La platea di giornalisti e critici accreditati al Lido ha accolto la pellicola con uno degli applausi più lunghi sentiti fino ad ora in questa 69esima edizione del Festival. E’ la storia di un terribile strozzino e dell’incontro con una donna che dice di essere sua madre. C’è chi parla già di Leone d’oro. Un film in cui si mescolano tante cose: il denaro, la vendetta, il perdono, la pietà e la maternità. La storia piena di quella violenza che caratterizza da sempre il regista racconta di un usuraio tra i più feroci capace di storpiare la gente pur di ricevere il saldo dell’assicurazione. Ma un bel giorno il demoniaco protagonista incontra una donna che dice di essere sua madre. Di fronte a questa signora lo strozzino è all’inizio diffidente, ma alla fine prevale in lui il suo desiderio di essere amato.
In realtà la donna non è davvero quella che lui crede, ma intanto l’animo di entrambi è cambiato verso il meglio. Tra le scene forti del film le molte in cui lo strozzino di nome Kang-Du, storpia con molta violenza le sue vittime a volte facendole gettare dai piani alti di un palazzo.
Anche con la madre ritrovata Kang-Du non mancherà di avere il desiderio di ritornare dentro di lei, esattamente da dove il suo corpo era uscito 30 anni prima.
In Italia sarà distribuito da Good Films il 14 settembre.

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Il punto

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I partiti si stanno accordando su una nuova legge elettorale se possibile ancora più complessa di quella attuale. Serve a lasciare loro le mani libere per il dopo elezioni. Rischia di consegnarci un Parlamento molto frammentato e rafforza le oligarchie. Con la doppia crisi di sfiducia (i mercati verso l’Italia e gli italiani rispetto alla politica), stanno giocando col fuoco. Vediamo cosa si può fare per migliorare l’accordo. Altrimenti meglio andare al voto con le regole attuali e prevedere una fase costituente prolungando il governo tecnico.
Le ricette per la crescita del Governo sono condivisibili ma troppo generiche e manca un’identificazione delle priorità. Bene concentrarsi sulle riforme strutturali che eliminino quei vincoli che rendono l’Italia un paese poco competitivo.
La riforma Fornero introduce per legge obblighi di attivazione dei disoccupati per stimolarli alla ricerca di un impiego. Ma si dimentica che oggi c’è un problema di domanda di lavoro e non precisa chi dovrebbe fare questi interventi. Non si sa neanche chi gestirà servizi pubblici per l’impiego dopo i tagli alle province della spending review.
La riforma dell’ISEE (l’Indicatore della Situazione Economica Equivalente) approda in Parlamento. Molte le innovazioni. Migliorerà l’efficacia distributiva del welfare italiano, ma qualche dubbio rimane.
La ricerca sperimentale è utile per valutare le politiche di contrasto dell’evasione fiscale e così migliorarne l’efficacia? L’esempio cinese e quello inglese sembrano indicare di sì.

www.lavoce.info

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