Condividere, risorsa del futuro

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Se l’anno scorso il festival di antropologia «Dialoghi sull’uomo» era dedicato al viaggio nell’ottica dell’«altro», quest’anno la quinta edizione della rassegna, presentata ieri a Pistoia, ci pare entrare decisamente nel dibattito contemporaneo affrontando un tema cogente come quello della «condivisione», intesa a tutto tondo, cioè quello sharing che riguarda molti aspetti della vita quotidiana, la rete, l’economia, la gestione delle risorse e dei servizi, il possesso dei beni, il cambiamento di mentalità. 

Sull’argomento «Condividere il mondo. Per un’ecologia dei beni comuni» si confronteranno dal 23 al 25 maggio nei 22 incontri nella città toscana, numerosi ospiti italiani e internazionali, «sociologi, filosofi, antropologi, i quali fanno appello, tutti, alla condivisione — ha spiegato Giulia Cogoli, ideatrice e direttrice del festival — come risorsa importante per il futuro, da Rodotà a Caillé a Bodei».
«D’altronde — ha continuato la Cogoli — , se sentiamo che si appellano alla condivisione, alla collettività o alla partecipazione sia la direttrice generale del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde, sia l’arcivescovo di Campobasso Giancarlo Bregantini (che ha scritto le meditazioni per la via crucis al Colosseo, ndr), qualcosa significa. Evidentemente questo tema, su cui stiamo lavorando da un anno, in pochi mesi è cresciuto ed è diventato anche più attuale».
Perché un concetto così diverso di proprietà o di uso dei beni si stia facendo largo — che si tratti d’acqua o di conoscenza — è il tema dell’incontro d’apertura dei «Dialoghi», venerdì 23 maggio, con Stefano Rodotà che interverrà su «Beni comuni: la ragionevole follia» (ore 17.30). Dopo l’apertura, gli incontri prenderanno la via dei diversi filoni, appunto, sociologici, letterari, storici, economici in cui la «condivisione» è declinata, mostrandone la novità, i vantaggi, ma anche i punti critici.
Sugli aspetti sociali e naturali del bene comune sono centrati alcuni incontri di sabato 24, quello del neuroscienziato Enrico Alleva («Competizione e cooperazione nel regno animale»), del filosofo Remo Bodei («Un mondo condiviso, un’utopia?») e del filosofo Serge Latouche («Ritrovare il senso della misura»), mentre domenica 25 ne parlerà il sociologo francese Alain Caillé («Dal dono al convivialismo»), peraltro in libreria proprio a maggio con il suo Manifesto convivialista (Ets). Il luogo proprio dello sharing è la rete, e ne parlerà il sociologo Derrick de Kerckhove (domenica 25, «Le tre facce della rete»), mentre di condivisione culturale parlerà Gustavo Zagrebelsky il 24 («La cultura come terzo pilastro della vita sociale»), e il 25 il linguista Luca Serianni («Quando l’italiano è diventato una lingua condivisa da tutti?»).
Sul fronte di una via alternativa all’egoismo economico ma anche al dono, da citare l’intervento degli antropologi Matteo Aria e Adriano Favole, sabato 24 («La condivisione non è un dono!»), mentre l’aspetto critico sarà affrontato sempre il 24 da Marco Aime («Troppa condivisione in famiglia non aiuta a crescere»). Oltre a film, incontri per bambini, interventi su aspetti paesaggistici o storici, da segnalare la chiusura, domenica 25, con Roberto Vecchioni, tra musica e parole.

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