Debutta il 3D ad alta velocità, il cinema è a una svolta

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Il cinema sta per cambiare volto con l’arrivo del 3D high frame rates (Hfr), la cosiddetta alta velocità cinematografica? Il debutto del primo capitolo de «Lo Hobbit» il primo film girato e mostrato nelle sale con l’apporto di questa nuova tecnologia ci impone di dare una risposta. Che purtroppo non può essere netta. Diciamo che, in questo momento è: sì e no.  Più precisamente: se ci saranno dei passi avanti nel suo sviluppo l’Hfr diventerà lo standard futuro per ogni tipo di film. Se invece non subirà sviluppi significativi rimarrà lo standard solo di alcuni tipi di film.

HFR – Per chi non lo sapesse spieghiamo subito in cosa consiste l’Hfr. Dall’avvento del sonoro i film sono stati girati generalmente usando un numero di fotogrammi per secondo, 24, pari al minimo indispensabile per sincronizzare l’audio al video. Questo consentiva di risparmiare al massinmo la pellicola necessaria per girare un lungometraggio. Il problema è che il frame rate minimo in cui dovrebbe essere girato un filmato, affinché non si percepiscano sfarfallii e artefatti, si attesta sui 30 fotogrammi per secondo. E che solo a 55 fotogrammi per secondo i frames diventano del tutto indistinguibili separatamente dall’occhio umano (almeno a livello cosciente). Senza contare che per filmare gli oggetti che si muovono molto veloci sullo schermo la velocità dovrebbe anche essere maggiore. Ora però, con lo sviluppo del cinema digitale, è possibile girare film in 48 o 60 fotogrammi per secondo senza che i costi siano eccessivi in quanto non si utilizza più la pellicola e si è in grado di gestire grazie alla computer grafica in maniera efficiente la post-produzione. I vantaggi dell’Hfr dovrebbero essere evidenti: maggiore realismo, niente artefatti, occhi dello spettatore più riposati. Ma è davvero così?

LA RESA SULLO SCHERMO -Cominciamo con una frase ad effetto, ma che è la pura verità. Il 3D hfr presenta una resa sullo schermo diversa da qualunque altra. Chiamerei questa tecnica dell’iperrealismo cinematografico, che consiste nel farci vedere il film come lo vede il regista mentre lo sta girando. Questo significa che in alcune situazioni soprattutto negli esterni, più in generale nelle scene con le alte luci in cui comunque sono presenti le figure umane, l’impressione è quella di assistere ad un documentario in presa diretta. Non ad un film in senso tradizionale. Piuttosto ad una troupe che sta girando un film. Soltanto che quello che ci appare è un mondo che non c’è. E questo è uno dei punti di forza del nuovo formato: la sospensione dell’incredulità. Ciò che reale è ciò computer grafica è indistinguibile. Una scena su tutte: il duello degli indovinelli tra Bilbo e Gollum. Gollum lo abbiamovisto  evolvere nei film tratti da «Il signore degli anelli». Ora è perfetto:  un attore, un essere credibile al 100%. Solo che non esiste. Altra scena. La compagnia dei nani con Gandalf e Bilbo arriva a Granburrone la piazzetta in cui sostano è reale, materica e con esso tutto il contesto del palazzo intorno: che però non esiste. Volti, vestiti, oggetti, sono tutti di un realismo senza pari. Eppure c’è qualcosa che manca. Quel senso di finzione e di distacco che siamo abituati ad associare al cinema. Così la visione diventa in alcuni casi anche disturbante. Però in un contesto quasi documentaristico ci sono momenti che fanno intravedere una nuova straordinaria strada. Mi riferisco a tutto il girato sulle basse luci, scene notturne, albe, tramonti. In questo caso assistiamo ad una fusione perfetta tra il cinema come era e il cinema come sarà. Probabilmente la strada da seguire fino a quando almeno non ci sarà un ulteriore progresso. Probabilmente il 3D Hfr richiederebbe (e qui siamo nel campo delle ipotesi) un successivo lavoro di post-produzione per mediare tra ciò che si vede e quello che ci aspetta. Ma finchè i film dovranno uscire in varie versioni (2D, 3D 24 fotogrammi, ecc…) e finchè le sale in grado di trasmettere questo tipo di formato saranno largamente minoritarie è improbabile che ciò avvenga. Vedremo tuttavia cosa succederà con i futuri Avatar di James Cameron. Resta comunque il ricordo di una qualità visiva senza pari (grazie all’ottima taratura dei proiettori della sala Energia del cinema Arcadia di Melzo dove ho visto il fim) con cui tutti dovranno in ogni caso fare i conti.

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