Graffette, post-it e puntine

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Pensate a cinque icone indiscutibili della cancelleria, cinque oggetti cult che tutti, ma proprio tutti, conoscono e hanno avuto in casa, nell’astuccio, in ufficio o in cartella. La Bbc propone i suoi cinque oggetti simbolo e per ognuno ne ripercorre la storia. Sono le graffette, la gomma Pink Pearl, il Pritt stick, le puntine e i post-it. Dietro a ognuno di questi oggetti iconici c’è una storia, spesso anche abbastanza lunga. Ma considerata la longevità e la tenuta di ognuno di questi articoli è probabile che continueranno a durare, vincendo le sfide della società paperless.

1-Graffetta
Le graffetta, o paperclip, definita da Wikipedia come “un fermaglio formato da un filo di metallo curvato a formare due anse elastiche che unisce alcuni fogli di carta in modo non permanente”. L’invenzione è attribuita all’americano Samuel B. Fay, ma l’inventore norvegese Johan Vaaler, ignorando la creazione di Fay, chiese e ottenne il brevetto nel 1899 per un suo modello il cui design in realtà non ha nulla di particolare. Durante gli anni dell’occupazione nazista la graffetta divenne un simbolo della resistenza norvegese, una metafora dell’unione del popolo contro l’oppressione del regime.

2-Pink
Pearl eraser Non è una gomma, è la gomma. Prodotta dal marchio bavarese Eberhard Faber Company grazie al suo colore, alla tessitura, alla forma e all’odore è diventata un simbolo. La Eberhard Faber è stata antesignana in fatto di gomme da cancellare, tanto da aver prodotto per prima la matita con annessa gomma. Il segreto del suo odore inconfondibile (scagli la prima pietra chi non si è mai dilettato nell’annusarla!) proviene dalla pietra pomice, roccia magmatica leggerissima grazie alla sua porosità.  Prezzo basso, profumata e leggera è divenuta presto un must in ogni classe del mondo.

3-Pitt
Stick Fu lanciato dall’azienda tedesca Henkel nel 1969 che ideò anche per prima il tipico modello di colla a stick ispirato, per il meccanismo di fuoriuscita, al rossetto. In seguito, simili modelli vennero distribuiti anche da altre aziende, come la UHU. Dal 1971 la colla fu venduta in 38 Paesi, dal 2001 in 121. Ogni anno vengono prodotti 130 milioni di Pitt Stick e dal momento della sua commercializzazione ne sono stati venduti 2,5 miliardi, sarebbe a dire, specifica con orgoglio l’azienda, “abbastanza per lasciare una linea adesiva che va dal nostro Pianeta alla Luna e poi a Marte e poi ritorna indietro”. E chi scrive, come madre, non è per nulla sorpresa: mia figlia negli anni della scuola primaria ne consumava più o meno uno a settimana (anche se non ho mai capito cosa ne facesse).

4- Puntine
In inglese sarebbe drawing pin, ovvero perno da disegno o altrimenti punes. E’ una sorta di spillo e in effetti nasce come uno strumento utilizzato dai disegnatori per tenere fermo il disegno al quale stavano lavorando. Con il tempo la sua funzione si è talvolta accavallata con quella della graffetta. Si dice sia stata inventata da un orologiaio tedesco di nome Johann Kirsten tra il 1902 e il 1903. Ma Kirsten a causa dell’indigenza in cui si trovava fu costretto a vendere il design e il brevetto a tal Arthur Lindstedt. Ma c’è anche chi ne attribuisce la paternità a Heinrich Sachs, austriaco, nel 1888, o ancora a Edwin Moore, nel 1900. Insomma il padre della puntina non è certo, ma in ottone, plastica o vintage è un’altra icona indistruttibile.

5-Post-it
Foglietti di carta colorati semi adesivi. Comodissimi come promemoria, per messaggini scalda cuore e per comunicazioni istantanee, i post-it sono prodotti in varie forme (quadrato, rettangolo, mela, foglia, ecc), colori (giallo, arancione, fucsia, verde, ecc.) e dimensioni. Ma il classico post-it rimane un quadrato giallo di 7,6 cm per lato. Il marchio fu depositato da 3M e l’adesivo originale usato nei post-it nacque dalla creatività incidentale di Spencer Silver, al tempo alla ricerca di un adesivo potente. Nel 1974 un collega di Silver, Arthur Fry, utilizzò quell’adesivo per creare dei segnalibri. I primi prototipi furono disponibili nel 1977, e tra il 1980 e il 1981, dopo una colossale campagna, il prodotto fu commercializzato in tutto il mondo. Il resto è cronaca.

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