InTOino, un’app per inventare

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Ordinare ad un sensore di inviarci un tweet quando una pianta ha bisogno d’acqua, far partire una mail se la temperatura in casa si abbassa troppo, far squillare il cellulare quando nell’altra stanza ci sono rumori indesiderati. In poche parole, costruire degli oggetti che rispondano alle nostre necessità: e farlo senza sapere nulla di programmazione, grazie a una semplice app.
“Tutti possono essere inventori” è il motto di InTOino), la startup torinese selezionata tra le sedici più interessanti nel panorama europeo da Le Web, la conferenza parigina che si terrà a dicembre e che rappresenta uno degli eventi più importanti del settore nel continente.
“InTOino è un’applicazione che permette anche ai meno esperti di creare oggetti intelligenti senza saper programmare”, spiega Marco Bestonzo, fondatore e Ceo della società, “Basta collegare con una nostra antenna una scheda Arduino al tablet e poi, attraverso l’applicazione, si possono ‘montare’ gli oggetti associando semplici icone”.
L’app torinese punta così a rendere ancora più semplice l’utilizzo di Arduino, l’hardware open source made in Italy amato da una vasta comunità internazionale e “cuore” di migliaia di utilizzi creativi nel mondo. Se infatti Arduino ha già semplificato significativamente la creazione di oggetti “smart”, resta ancora una piattaforma ostica per chi non è a suo agio con il codice di programmazione.
Ed è proprio il lato del codice che InTOino cerca di superare proponendo una dinamica simile a quella dell’App store, con grandi icone con comandi semplici da “assemblare” tra di loro per far fare ai propri oggetti quanto desiderato.
“Abbiamo tradotto il codice in specifiche esigenze della vita. Partiremo con un centinaio di comandi funzionanti e concentrandoci su tre campi: la domotica, i dispositivi per interagire con il cellulare e quelli per il mobile health. Ma la nostra piattaforma resta aperta al codice della community”.
Proprio la comunità vuole essere la chiave del successo di InTOino, grazie a un’apertura totale alle idee degli utenti e a una forma di collaborazione commerciale tra la piattaforma e i suoi utilizzatori. “Le idee più interessanti che arriveranno dalla comunità diventeranno degli oggetti veri e propri, acquistabili nei negozi, e il cui ricavato sarà diviso tra InTOino e gli inventori”. Attraverso la commercializzazione dei prodotti, e la vendita delle antenne per mettere in comunicazione la app e le schede Arduino, la startup conta di generare profitti.
Dietro la nuova azienda piemontese c’è la storia di un gruppo di “cervelli rientrati” dall’estero, ragazzi intorno alla trentina che hanno scommesso tutto sulla loro idea. “InTOino è nata appena quattro mesi fa”, ci spiega Bestonzo, “Io rientravo a Torino da un master in Svezia e il giorno dopo il mio arrivo si teneva lo Startup Weekend, un evento per lanciare la tua impresa in appena 54 ore. Con gli altri membri del team avevamo questa idea in testa e in due giorni la abbiamo trasformata in un prototipo funzionante. Durante l’evento siamo stati votati come seconda migliore idea dalla giuria e primi per il pubblico”. Ad oggi la squadra di InTOino è composta da quattro soci fondatori più altri cinque ragazzi, ma con il solo Bestonzo a lavorare full time sul progetto, ospitato dall’incubatore di imprese innovative del Politecnico di Torino TreatAbit.
“Le Web ci permetterà di presentarci a una platea più vasta e cercare un primo finanziamento per permettere agli altri membri del team di lavorare in via esclusiva a questo progetto”, conclude Bestonzo, convinto che il nostro paese possa essere protagonista nel campo dell’internet delle cose. “In Italia abbiamo tutto il talento che serve. Possiamo farcela”.

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