A che cosa è dovuto il rigor mortis?
Rigor mortis è l’irrigidimento del corpo che avviene dopo il decesso. È dovuto a reazioni biochimiche nei muscoli: questi funzionano grazie allo ione calcio, sempre presente vicino alle fibre contrattili. Quando il muscolo si contrae si ha un’alta concentrazione di calcio, quando si rilassa, invece, si ha una bassa concentrazione. Il bilancio del calcio è legato a quello delle molecole che danno energia alle cellule (l’Atp, adenosintrifosfato). Dopo la morte, poiché cessa la respirazione, l’Atp non può essere prodotto e quindi il calcio non può più variare, concentrandosi o rarefacendosi, ma si distribuisce uniformemente. Ciò avviene in ogni muscolo, che quindi si contrae e rimane contratto, facendo irrigidire tutto il corpo.

A che cosa è dovuto lo shock anafilattico?
Lo shock anafilattico è una grave reazione allergica dell’organismo, rapida e generalizzata, a sostanze estranee come farmaci o veleni di insetti. Perché si verifichi occorre che la sostanza sia già penetrata in precedenza nell’organismo provocando una reazione allergica. Poiché l’organismo è così già pronto a reagire alla sostanza, al successivo contatto, per cause ancora sconosciute, può reagire in modo eccessivo, scatenando lo shock. Svenimenti. Questo provoca dilatazione dei vasi sanguigni e costrizione delle vie respiratorie, pallore per il minor afflusso di sangue alla cute, respiro affannoso, battito cardiaco accelerato e stato di confusione. La mancanza di sangue al cervello può portare a perdita della coscienza. Se non si interviene rapidamente con i farmaci adatti, lo shock può provocare la morte.

Perchè le dita, il collo, la schiena «scrocchiano»?
Le articolazioni del nostro corpo sono racchiuse da una capsula che contiene il liquido sinoviale, una sostanza che lubrifica e nutre le giunzioni. Questo liquido contiene disciolti diversi gas, principalmente ossigeno e anidride carbonica. Il caratteristico scrocchio delle dita o del collo è prodotto da questi gas che, grazie alla pressione che esercitiamo sulla capsula sinoviale, sfuggono dalla soluzione liquida. Per questo motivo non si può riprodurre rapidamente, bisogna aspettare che i gas si dissolvano nuovamente nel liquido sinoviale. Se non ci sono in atto particolari patologie articolari non ci sono controindicazioni nel produrre di proposito lo scrocchio.

Quanto vivono gli spermatozoi dopo un’eiaculazione?
La vitalità degli spermatozoi è determinata da alcuni parametri chimico-fisici tra i quali soprattutto la temperatura e il grado di acidità (il pH) dell’ambiente. ello sperma, che contiene oltre agli spermatozoi anche il plasma seminale, la temperatura deve essere compresa tra 37 e 37,5 °, ci deve essere una leggera alcalinità (pH tra 7 e 7,5) e la disponibilità di zuccheri. Alterazioni anche piccole di questi fattori compromettono la possibilità di sopravvivenza degli spermatozoi. I testicoli non scesi, cioè ritenuti all’interno del corpo (difetto chiamato criptorchidismo) possono provocare sterilità proprio perché la temperatura interna è troppo alta per la vitalità degli spermatozoi. il naufragar m’è dolce… Nella vagina, durante i periodi di non ovulazione, l’ambiente è acido (pH inferiore a 6) e gli spermatozoi dunque vivono poco, anche solo alcuni minuti. Nei giorni vicini all’ovulazione, invece, quando è presente il muco cervicale, che ha il pH giusto, gli spermatozoi sopravvivono alcune ore, da 2 a 16. Dopo aver superato il muco cervicale, essi si diffondono, a ondate, nell’utero, nelle tube e anche nella cavità peritoneale e qui possono sopravvivere anche giorni. Stiamo freschi. Se sono emessi all’esterno, a temperatura ambiente, per esempio a 15 °, rimangono vitali circa uno o due giorni, ma non tutti e in percentuali sempre più basse col passare del tempo e comunque con grande variabilità secondo la persona e l’età. A 36 ° vivono poche ore. Per conservarli due o tre giorni si possono mettere a 4 ° (la temperatura di un frigorifero), ma per la loro sopravvivenza è indispensabile aggiungere alcune apposite sostanze criopreservanti. Con la crioconservazione, invece, la provetta è tenuta alla temperatura di -196 °, in azoto liquido, con sostanze preservanti più forti e gli spermatozoi si conservano per anni e anni, a tempo indefinito (è quello che fanno le “banche del seme”).

Perchè quando siamo raffreddati ci si intasa una narice per volta?
Si tratta di una protezione che si attiva automaticamente dal sistema respiratorio per evitare la mancanza di ossigeno. Quando dormiamo da un lato la narice corrispondente al lato da cui siamo girati si intasa, lasciando che sia la narice opposta a prendere la quantità necessaria di ossigeno. In un tempo compreso tra le due e le tre ore, la narice “libera” sarà stanca, così saremo spinti a girarci sull’altro fianco per permettere alla narice di riposare.

Perchè sbadigliamo?
Lo sbadiglio è un atto respiratorio involontario, mosso da sostanze chimiche presenti nella regione cerebrale dell’ipotalamo. Durante lo sbadiglio compiamo dei gesti che favoriscono il passaggio dell’aria, per questo, secondo gli scienziati, lo sbadiglio è un mezzo con cui l’organismo reagisce ad uno stato di torpore, come sonno, fame e noia, riacquisendo una condizione di vigilanza grazie ad un maggior afflusso di ossigeno nel sangue e quindi poi al cervello.

Come agisce l’anestesia generale?
L’anestesia blocca il passaggio dell’impulso nervoso dalla periferia dell’organismo al cervello e viceversa. L’impulso viaggia nella membrana esterna dei nervi, ricca di grassi. Il meccanismo di azione degli anestetici non è molto ben conosciuto, ma si pensa che quelli gassosi, come l’alotano, si sciolgano nei grassi della membrana, ostacolando l’impulso. Dosi appropriate. Quelli iniettati invece si legano, bloccandoli, ad alcuni recettori nervosi. Sono strutture che ricevono informazioni dall’ambiente esterno, mettendo continuamente l’organismo in condizioni di rispondere. Il dosaggio, però, deve essere tale da non eliminare impulsi di funzioni vitali, come il respiro. Di solito si usano miscele di più farmaci per ridurre gli effetti indesiderati dei singoli componenti. Agli anestetici si associano i miorilassanti, sostanze che facilitano il rilassamento dei muscoli, bloccando il passaggio dello stimolo di contrazione dal nervo al muscolo.

Che capacità ha il cervello, in byte?
Il cervello ha circa 100 miliardi di neuroni. Paragonato a un calcolatore, avrebbe una “memoria” di circa 500 gigabytes, ovvero circa 20 volte quella del disco fisso di un pc di ultima generazione… ma senza tener conto delle connessioni.

Come agiscono le creme solari?
Le creme e gli oli solari contengono due diversi tipi di filtri: fisici e chimici. I filtri fisici agiscono in modo meccanico. In pratica riflettono e disperdono i raggi solari perché contengono sostanze opache (biossido di titanio, ossido di zinco) che funzionano da “specchio”, respingendo, senza distinzione, tutte le radiazioni. I filtri chimici invece contengono molecole organiche complesse (oxibenzone, fenilbenzilimidazolo, acido sulfonico, butil metoxidibenzoilmetano, etilexil metoxicinnamato), che assorbono l’energia della radiazione solare e la restituiscono in parte, sotto forma di calore. Ognuna di esse assorbe una specifica lunghezza d’onda (UvA e UvB). Diversamente agiscono invece le sostanze fotoprotettive che si assumono per bocca, per esempio i carotenoidi, derivati dalla carota. Si depositano nelle ghiandole sebacee e nel derma e inibiscono le reazioni di ossidazione, neutralizzando i radicali liberi che si generano durante l’esposizione ai raggi Uv. Non sostituiscono comunque l’azione dei filtri.

Come avviene il disfacimento di un cadavere?
Dopo il decesso l’organismo umano subisce un processo nel quale le sostanze di natura proteica vengono scomposte in altre più semplici da batteri saprofiti provenienti sia dall’esterno (dal suolo, per esempio) sia dall’interno dell’organismo (flora batterica). Entro 30 minuti dalla morte il sangue si deposita per gravità nelle zone basse e coagula. Dopo un’ora appaiono le tipiche macchie viola della congestione. Irrigidimento. Dopo 4-5 ore i processi chimici che si sviluppano nei muscoli producono il rigor mortis. Dopo 16-24 ore il contatto tra l’emoglobina del sangue e l’idrogeno solforato prodotto dai processi putrefattivi forma solfoemoglobina, che conferisce una colorazione verdastra. Dopo 4-15 giorni comincia la produzione di gas da parte dei microrganismi che stanno trasformando i tessuti. Entro 4 mesi il cadavere perde tutti i liquidi, e nel giro di 2-3 anni tutti i tessuti. L’effettiva durata di questi fenomeni dipende però dalle caratteristiche dell’ambiente.

Come sognano i non vedenti?
Dipende dal momento in cui hanno perso la vista. Se la cecità è congenita, o è sopraggiunta prima dei 5 anni, i sogni hanno forti componenti olfattive, gustatorie e tattili. Non ci sono però immagini definite, semmai lampi di luce. Dialoghi, viaggi, sensazioni di calore, rumori, emozioni provate nel corso della giornata, sono i temi più ricorrenti. Chi invece ha perso la vista dopo i 7-8 anni sogna come le persone vedenti, utilizzando però immagini che fanno riferimento ai ricordi. Con una particolarità: sono differenti anche i contenuti dei sogni, che contengono per esempio meno scene di aggressione. Per saperne di più: su Internet: una recente pubblicazione scientifica analizza il sogno dei non vedenti.