Perché i papi scelgono un altro nome?
I papi cambiano nome dopo essere stati eletti per rispettare un’antica usanza: è infatti un segno di completa dedizione al nuovo ufficio. Tuttavia all’inizio questa usanza nacque perché alcuni papi trovavano i loro nomi poco adatti alla carica che ricoprivano. Il primo fu Mercurio, che aveva il nome di un dio pagano e quando fu eletto papa, nel 533, scelse di chiamarsi Giovanni, come il martire. Intorno all’anno Mille diversi papi trovarono i loro nomi di origine inadatti, e dopo Pietro Buccaporca (1009), che per rispetto verso San Pietro cambiò il suo nome in Sergio, l’usanza rimase. Il nuovo nome viene scelto in base a motivi personali, che possono essere i più vari, come per esempio l’ammirazione per un papa precedente. I nomi più frequenti sono stati Giovanni, Gregorio, Benedetto, Clemente, Innocente, Leone, Pio.

Perché il giorno venerdì 13 è considerato sfortunato?
Una spiegazione risale alla mitologia scandinava: c’erano 12 semidei e poi arrivò il tredicesimo, Loki. Ma era crudele con gli uomini: da qui il 13, in quelle terre, è divenuto segno di malaugurio. Altri legano la superstizione al fatto che c’erano 13 persone all’Ultima Cena di Cristo, e il tredicesimo era Giuda. Quanto al venerdì, forse è considerato infausto perché Cristo fu crocefisso in quel giorno. Per i musulmani, invece, è infausto perché è il giorno in cui Adamo ed Eva mangiarono il frutto proibito. Origini a parte, la credenza è diffusa in tutta Europa e America.

Perché OK vuol dire che tutto va bene?
L’origine di questa popolare forma verbale risale probabilmente alle truppe statunitensi, durante la Seconda guerra mondiale. Quando un reparto andava in missione, al suo ritorno doveva segnalare le eventuali perdite in vite umane. Nel caso in cui tutti i militari fossero rientrati alla base, il comandante faceva rapporto ai suoi superiori usando l’acronimo O.K. come abbreviazione di zero killed, ovvero “nessun (militare) ucciso”. La sigla ha quindi incominciato ad assumere il significato di conferma positiva, equivalente al modo di dire “tutto va bene”. Al contrario, la sigla K.O. è nata nel mondo del pugilato ed è l’abbreviazione della forma inglese knock out, che significa “fuori combattimento”.

A che altezza può arrivare un aereo?
Il record è stato stabilito da un aereo russo, un Mig 25, guidato dal pilota Aleksandr Fedotov il 31/8/1977: riuscì a toccare quota 37.650 metri. Per quanto riguarda gli aerei commerciali, si arriva a 13.700 metri con il Boeing 747, e a 16.700 con il Concorde.

Che cos’è l’oro a 24 carati?
Un carato è una unità di peso. Viene utilizzato per i diamanti e altre gemme preziose ed equivale a 0,2 grammi. Si usa anche per l’oro, ma in questo caso rappresenta una unità di purezza. In genere l’oro grezzo viene mischiato con un metallo, per esempio rame, argento, palladio, perché è troppo morbido e delicato per alcune lavorazioni. 24 carati d’oro equivalgono a oro puro. Se un braccialetto è fatto per 18 parti in oro e per 6 parti in rame o argento, avremo invece un gioiello in oro a 18 carati (che è anche il titolo commerciale più richiesto in Italia). L’origine di questa unità di misura deriva da un’antica moneta d’oro puro tedesca, che era in uso un migliaio di anni fa ed era chiamata, come quella attuale, marco. Pesava 24 carati, cioè 4,8 grammi. La sua composizione, e il suo peso, servirono da quel momento come riferimento per la purezza dell’oro.

Che differenza c’è fra zirconi e diamanti?
Lo zircone è un minerale naturale dello zirconio (silicato di zirconio), raro e molto lucente. Il suo colore varia dal giallo-bruno, al verdastro, al rosso. In oreficeria viene abitualmente chiamato “zircone” quello che in realtà è una zirconia cubica. Anch’esso è un minerale dello zirconio (ossido di zirconio), ma creato in laboratorio dall’uomo, non dalla natura. Il suo valore è quindi molto minore del vero zircone e anche il suo aspetto è diverso: un grosso cristallo incolore, somigliante al diamante. Il vero diamante è invece un cristallo di carbonio, estremamente duro e lucente. È solitamente incolore o giallo-bruno. I diamanti grezzi vengono tagliati e sfaccettati secondo diversi tipi di taglio, che sono caratterizzati dalla forma e dalla disposizione delle faccette. La più comune è quella “a brillante”. Essa prevede delle serie concentriche di 8 o 16 faccette, di forma solitamente quadrangolare o triangolare. Il taglio a brillante può comunque essere applicato a qualsiasi tipo di gemma avente forma rotonda, ovale o a goccia.

Come è fatta una stampante laser?
Le stampanti per computer, a seconda della qualità grafica, dividono la pagina in un’immaginaria griglia più o meno fitta di microscopiche caselle. Ogni casella viene lasciata bianca o annerita in base alle informazioni ricevute dal computer, così da riprodurre, punto per punto, l’immagine desiderata. La stampante utilizza a questo scopo un laser, il cui fascio di luce colpisce uno specchio prismatico mobile e viene diretto su un rullo, caricandolo elettrostaticamente in quel punto. Grazie al movimento combinato dello specchio che guida il raggio e del tamburo che ruota su se stesso, vengono “scritte” una serie di righe. Queste, durante la rotazione, passano sopra una cartuccia contenente toner (inchiostro in polvere), che è attratto dai punti carichi elettrostaticamente, dove si deposita. Infine il toner viene trasferito sul foglio di carta, che scorre a contatto del tamburo. Prima di uscire, la carta attraversa una coppia di rulli, che riscaldano il toner e lo fissano definitivamente.

Come fanno colla e scotch ad appiccicare?
Può sembrare incredibile, ma il vero motivo per cui gli adesivi (colle, ma anche scotch ed etichette) riescono a incollare qualsiasi tipo di materiale resta misterioso. Circa un secolo fa i ricercatori scoprirono che tra due superfici esiste un’attrazione elettrostatica, chiamata forza di van der Waals: in sostanza, le particelle caricate positivamente di una superficie vengono attratte dalle particelle negative dell’altra. Le colle hanno una “marcia” in più: sono sostanze chimiche costituite tutte da polimeri, cioè catene di molecole che hanno la proprietà di essere visco-elastiche e di attrarsi tra di loro 100 volte più di quanto accada con la forza di van der Waals. Rispetto agli altri polimeri, quelli delle colle hanno una capacità di attrazione che è addirittura 10 mila volte superiore. Ed è questa potenza che i fisici non riescono a spiegare. Di recente due studiosi francesi, Ludwik Leibler e Cyprien Gay, hanno avanzato l’ipotesi che il potere degli adesivi sia nelle bolle che si formano sulla loro superficie quando vengono utilizzati e che, imprigionando aria a bassa pressione, funzionano come potentissime ventose.

Come funziona il motore degli aerei a reazione?
Sfrutta una corrente di gas ad altissima velocità che, in uscita dal propulsore, fornisce per reazione una spinta in avanti. L’aria viene aspirata dall’esterno tramite un compressore (avviato da un motorino ausiliario) che la comprime nella camera di scoppio. Qui entra il combustibile, cioè il cherosene, si miscela con l’aria, brucia e produce gas ad alta temperatura e pressione. Il gas fa girare una turbina, che aziona il compressore durante il volo, ed esce poi dagli ugelli posteriori alla velocità di 500-600 metri al secondo. La spinta che permette agli aerei di volare proviene in realtà dall’energia chimica del cherosene, che reagisce con l’ossigeno dell’aria, cioè brucia, producendo energia termica. Il propulsore fornisce così l’energia meccanica (12 chilowattora per ogni chilo di cherosene) necessaria per l’accelerazione e il decollo, e vincere le resistenze dell’aria e la gravità durante il volo.

Come si leva un tatuaggio?
L’unico modo di eliminare un disegno permanente è quello di rimuovere la parte dipinta. Vengono utilizzate varie tecniche. La dermoabrasione, che elimina la parte più superficiale della pelle. La scarificazione, che utilizza un acido, ma il cui risultato è quello di sostituire al tatuaggio una cicatrice. E infine la rimozione chirurgica del derma, con eventuale impianto di pelle prelevata da altre parti del corpo, impiegata anche nei casi di ustione estesa. Da qualche tempo viene utilizzato anche il laser. Alcuni apparecchi si limitano a distruggere le cellule che corrispondono alla parte tatuata, provocando una bruciatura. Altri invece distruggono il pigmento, riducendolo a particelle che poi riescono a essere assorbite dalla pelle. Richiede più tempo ma lascia tracce decisamente meno deturpanti rispetto agli altri metodi.

Cosa succede ad un aereo durante un vuoto d’aria?
Durante un “vuoto d’aria” l’aereo perde improvvisamente quota non perché manchi l’aria, come erroneamente suggerisce il termine, ma perché incontra una forte corrente discensionale che lo trascina verso il basso per poche decine di metri, ma a forte velocità (circa 140 km/h). La “caduta”, del tutto innocua, dura pochi istanti, perché l’area delle correnti è piccola e l’aereo, viaggiando ad alta velocità, la attraversa molto rapidamente. L’accelerazione produce poi una sgradevole sensazione da “montagne russe”. In passato vuoti d’aria e turbolenze erano pericolose perché gli aerei, fatti di legno e tela, erano fragili: se esposti a fortissime pressioni potevano spezzarsi. La struttura di un moderno aereo invece può vibrare molto, anche violentemente, senza subire danni.