iPhone 5

postato in: Technology | 0

In queste ore si stanno facendo molte parole in merito; parole che tendono ad essere più di delusione che di entusiasmo. Certo, se prima non si prova sul campo il prodotto e non si testa in tutte le sue carattestiche, è sempre difficile esprimere giudizi obiettivi e comprovati da analisi specifiche, ma i due articoli che posto sotto (e che sposo appieno!), esprimono meglio di qualsiasi giudizio impulsivo e asettico quella che è la realtà dei fatti.

Apple iPhone 5, la rivoluzione nella tradizione

Con le novità che tutti si aspettavano, senza sorprese rivoluzionarie, senza clamorosi balzi in avanti rispetto alla concorrenza, ma con una notevole dose di intelligenza nell’offrire ciò che serve. Quindi: non c’è il display più grande del mondo per uno smartphone. Che non serve.

E a quelli come noi che ancora pensano di usare il cellulare con una mano sola, fa un gran comodo così, semplicemente un po’ più grande, da 4 pollici con Retina, contrasto più intenso, ma senza tirarsi in tasca delle ‘padelle’; potenza in più (chip A6, prestazioni grafiche e della Gpu fino a due volte più rapide secondo il produttore), Lte e apparati wireless ottimizzati, il nuovo sistema iOs 6 (integrazione di Facebook in Contatti e Calendario, il controllo sulle password, supporto Siri per più lingue);  nuove mappe ridisegnate da Apple (queste davvero da provare, ne sarà valsa la pena?), e la batteria con una maggiore autonomia (un ambito questo che lascia spesso a desiderare in tutti gli smarpthone).

Apple snocciola i propri record e tiene come termine di paragone se stessa. iPhone 5 non sarà forse lo smartphone più sottile (7,6 mm) e leggero (112 gr)  del mondo, ma lo è rispetto agli altri iPhone, tutto in vetro e alluminio anodizzato, in due varianti di colore nero e bianco, la fotocamera iSight con la lente protetta da cristallo di zaffiro, la funzione per catturare foto panoramiche, stabilizzazione migliorata, possibilità di scattare foto mentre si girano i video in Hd.

Svelato e definitivamente risolto anche il mistero del connettore, diciamo subito che la Rete questa volta non ha sbagliato di molto nelle anticipazioni. Si chiama Lightning, si può inserire in entrambi i versi ed è già pronto l’adattatore per gli accessori che lavorano ancora con quello a 30 pin. Non è comunque un normale microUsb (peccato). Per l’audio: si è svolto un lavoro di pulizia. Per la riduzione del rumore di fondo in entrata, con i nuovi auricolari Apple EarPods, con Wideband.

La lezione di Apple questa volta è discreta, il messaggio è che la perfezione può arrivare solo se si è messo fieno buono in cascina prima. E che non serve stupire con i record, ma si può rivoluzionare portando a maturazione il buono seminato, fosse anche tutto quello che si ha già pronto da tempo, o quello che tutti già si stanno aspettando o di cui tutti parlano. La prova dei fatti potrà dire se ci si può ancora stupire, utilizzandolo, o se le differenze con uno tra i migliori smartphone con Android sono accresciute, ridotte o annullate. A prima vista il lavoro di rifinitura su design e chassis non lascia scampo alla pletora di prodotti meno curati che vediamo in giro.

www.techweekeurope.it

iPhone 5: bellissimo, bruttissimo, rivoluzione, delusione

Apple presenta l’iPhone 5, per alcuni un 4SS, per altri una grande innovazione. Solo una cosa è certa: mai come quest’anno le opinioni degli utenti sono state così discordanti. C’è chi grida al miracolo tecnologico, chi invece è rimasto profondamente deluso. C’è chi bada ai tanti miglioramenti apportati, chi invece si concentra principalmente sull’estetica. In questi casi, nessuno ha ragione e nessuno ha torto, ma se si conoscesse a fondo Apple probabilmente molti cambierebbero opinione…

E’ vero, nessuno lo nega, quando sul palco dello Yerba Buena Center Phil Schiller ha mostrato l’iPhone 5 per un attimo siamo rimasti tutti delusi, ma la prima mia reazione non è stata “no! è uguale al 4S“, ma “no, è uguale ai rumor!”. Questa, e solo questa, è stata la mia più grande delusione dell’evento del 12 settembre: scoprire che Apple quest’anno ha toppato sul lato segretezza. A memoria, mai un dispositivo così importante era stato praticamente mostrato 6 mesi prima, e il famoso caso “Gizmodo” dell’iPhone 4 ritrovato in un bar è stato solo un’eccezione: se quell’ingegnere non fosse stato così sbadato, non avremmo mai visto la forma dell’iPhone 4 prima della presentazione ufficiale. Quest’anno, invece, tutti i principali siti di rumor hanno mostrato mockup e foto 3D dell’iPhone 5, che si sono poi rivelate non solo veritiere, ma praticamente perfette. Conoscevamo già tutto di questo dispositivo: la forma, le dimensioni, il connettore, gli speaker, il display. Tutto, o quasi.

Passato questo attimo di delusione, ci si concentra subito sull’iPhone 5. Ovviamente, la prima cosa da valutare è il design: il nuovo iPhone è più alto di 9mm rispetto al 4/4S, ma pesa quasi 30 g in meno. Possono sembrare pochi, ma realizzare un dispositivo più grande e diminuirne il peso, pur avendo inserito hardware potenziato, è un piccolo miracolo tecnologico. La parte frontale è del tutto identica al 4S, vero, fatta eccezione per il display da 4 pollici e da 16:9. Un telecomando? No signori, chi ha provato con mano il dispositivo assicura che non è affatto così e che, anzi, questo dispositivo va assolutamente visto prima di essere giudicato, perchè le foto non gli rendono onore. In mano, a detta dei giornalisti presenti a San Francisco, è molto più maneggevole, sottile, leggero e comodo.

Già, perchè la vera grande rivoluzione di questo iPhone sapete qual è? Proprio il display da 16:9. Non credo esistano sul mercato smartphone con questa tipologia di display a forma allungata, in quanto tutti hanno puntato sulle classiche forme rendendo i dispositivi sempre più cicciotti. Apple scommette invece su questo formato. Il motivo? Be’, qui inizia la parte in cui bisogna conoscere un po’ la storia di Apple per capirne le sue scelte, e non criticarla solo perchè si è abituati alle strategie commerciali classiche di tutte le altre aziende.

Apple ha creato un dispositivo quasi-perfetto con l’iPhone 4. Stupendo, magnifico, nessuno può negarlo. Apple ha investito milioni di dollari e 3 anni per trovare quella forma così bella ed ergonomica, di design e funzionale. Ha scelto il vetro per la parte frontale e per il retro, non la plastica.

Bene, Apple ha investito milioni di dollari anche per realizzare gli iMac e gli splendidi MacBook Pro unibody in alluminio. Ricordate quando sono stati rilasciati? Gli iMac nel 2007, 5 anni fa, e ancora oggi sono tra i computer desktop più belli in assoluto. Certo, dal 2007 Apple ha apportato sensibili miglioramenti hardware e diversi cambiamenti estetici, ma la sostanza e il design sono rimasti praticamente invariati. Lo stesso dicasi per i MacBook Pro, che dopo anni sono stati leggermente modificati nell’estetica solo qualche mese fa.

E, a guardarlo bene, anche questo iPhone 5 è stato modificato esteticamente. Non stravolto, ma migliorato. Abbiamo già detto che, malgrado un hardware più potente (e molto più potente, stiamo parlando di una CPU ARM Cortex-A15, mai usata in un cellulare, e di una GPU quad-core che assicura prestazioni videoludiche da console!), Apple ha realizzato un dispositivo del 18% più sottile del precedente e del 20% più leggero. Come hanno fatto? Possiamo solo ricordare il nuovo connettore mini-dock, la scelta della nano-sim, una fotocamera leggermente migliorata ma più piccola, un processore più potente e di minori dimensioni, ma anche una modalità costruttiva senza precedenti: gli ingegneri Apple sono riusciti a creare il primo display Retina con tecnologia touch integrata. Invece di avere uno strato separato di elettrodi tattili tra i pixel del display, ci sono solo i pixel che fanno il doppio del lavoro: funzionano come elettrodi sensibili al tocco e allo stesso tempo visualizzano l’immagine. Insomma, uno strato in meno per il display. E Apple è sempre rimasta fedele alla sua filosofia della “perfezione”: in una delle fasi di produzione, per scegliere l’inserto in vetro più adatto al retro di ogni singolo iPhone, ogni chassis in alluminio viene fotografato da due potenti obiettivi da 29MP. Poi le immagini vengono confrontate con 725 possibili inserti per trovare la corrispondenza più precisa.

Può sembrare superfluo, ma la fotocamera posteriore è stata realizzata in cristallo di zaffiro, secondo solo al diamante per durezza tra i materiali trasparenti. Il motivo? Ora è più difficile che l’obiettivo si graffi. Non credo che al mondo esistano altre aziende che pensino di utilizzare il “cristallo di zaffiro” per migliorare la resistenza di un obiettivo…

Altro esempio? Il nuovo bordo (che sul nero è scuro, per me davvero bello!): per smussare gli spigoli è stato usato un diamante cristallino, che rende ancora più splendende il profilo dell’iPhone 5.

Insomma, queste sono piccolezze che rendono un dispositivo sempre migliore. Magari 90 utenti su 100 che acquisteranno l’iPhone 5 non sapranno mai che gli angoli sono stati smussati con il diamante o che l’obiettivo di quella piccola fotocamera è in zaffiro. Ma Apple non ci pensa, e cerca di realizzare un dispositivo che migliori l’esperienza utente rispetto al modello precedente.

E l’iPhone bianco, che ora ha anche le incanalature dell’antenna dello stesso colore e non più nere? Dettagli. Già, dettagli.

Il retro poi è stato completamente rinnovato, anche per l’occhio, con uno contrasto metallo/vetro che a me piace da morire. Certo, l’estetica è soggettiva, ma dire che è brutto mi sembra davvero esagerato. Ancora una volta, chi lo ha visto dal vivo ha apprezzato tantissimo proprio la parte posteriore.

Insomma, perchè stravolgere un design fantastico? Apple ha fatto come sempre: inserire piccole grandi migliorie, molte nascoste, per rendere il dispositivo sempre più vicino all’irrangiungibile perfezione.

E il tanto criticato display a telecomando? Come detto all’inizio, il 16:9 è forse una scelta azzardata, ma guardandolo dal vivo l’impressione è tutt’altra. Un display di questo tipo consente di utilizzare tutta la superficie touch con una sola mano, e allo stesso tempo di visualizzare una parte di schermo maggiore, ad esempio per leggere una e-mail o sfogliare una pagina web. Anche i giochi ne beneficeranno e la visione di un film, per quanto possa essere scomoda su uno smartphone, in modalità 16:9 è sicuramente migliore. Forse la sparo grossa, ma tra qualche anno sono convinto che il 16:9 di questo tipo possa diventare uno standard anche per altri smartphone, e Apple sarà stata tra le prime ad intraprendere questa strada.

E ditemi chi non è d’accordo con le parole di Apple: “A fare uno smartphone con schermo più grande son capaci tutti. Ma farlo solo per il gusto di aumentare le dimensioni vuol dire finire per ritrovarsi con un telefono ingombrante e scomodo da tenere in mano. iPhone 5 ha un display da 4″ progettato come si deve: è più grande, ma il telefono è largo come l’iPhone 4S. Così se prima usavi una mano sola, ad esempio per scrivere sulla tastiera, sei ancora libero di farlo. Però hai più spazio per guardare le pagine web, leggere la posta e vedere il calendario. E puoi tenere più app sulla schermata Home.”

Logicamente, lo schermo è anche più nitido, con un Retina Display migliorato. Ma queste sono cose da “recensione”, come i nuovi auricolari inclusi nella confezione (sembrano essere semplicemente fantastici) o il nuovo connettore dock double face a prova di “utonto”.

Insomma, studiando bene questo iPhone 5 si comprende che non è “il solito ifonz”. Se si afferma il contrario, allora è possibile che: A – non si conosca Apple, e quindi non si sappia che da 20 anni l’azienda non stravolge i design dei suoi dispositivi di successo, ma li migliora di anno in anno fino a raggiungere la perfezione; B – sia stata vista solo una foto dell’iPhone 5 senza informarsi sulle differenze, anche estetiche; C – si ami “trollare”.

Voglio concludere questo noioso editoriale con una riflessione estremamente personale. Amo le auto, sono un appassionato del settore, e adoro le Porsche (che purtroppo non ho…). Qualcuno può affermare che le Porsche fanno schifo? Non credo. Bene, Porsche e Apple sono uguali: anche la casa tedesca non ama rivoluzionare le sue auto. No. Semplicemente, le migliora di modello in modello apportando dei piccoli cambiamenti. Ogni modello è un tassello per raggiungere la perfezione.

Non sempre innovare vuol dire stravolgere. Per tutti gli altri, per chi non ama la filosofia di Apple e Porsche, ci sono sempre le alternative.

www.iphoneitalia.com

Lascia un commento