La crema

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Non si sono mai cucinati tanti dolci in casa mia, ma quei pochi, forse proprio per questo, hanno un “sapore” di ricordi particolarmente definito. Non si andava oltre la crostata, la ciambella, la zuppa inglese, le castagnole e la crema. Proprio quest’ultima, associata spesso alla cioccolata, mi fa venire in mente i momenti della preparazione, dell’assaggio e, ovviamente della degustazione. L’odore della scorza di limone; il mestolo di legno che serviva per girare lentamente la crema nella pentola che, regolarmente, leccavo alla fine della preparazione; il dito che ripuliva i bordi della pentola per non far sprecare nulla. La crema, si proprio lei, è stata oggetto di questo articolo letto poco fa su www.corriere.it:

Saper fare la crema pasticcera è probabilmente una delle cose più utili al mondo. E non perché sia difficile, anzi, e nemmeno solamente perché tra le creme è la più versatile e la più utilizzata (nelle sue molte varianti) in pasticceria.  Saperla fare è un bene perché tra i dolci semplici una scodellina di crema è un piacere facile da concedersi e ad altissimo tasso di soddisfazione: tiepida coccola in un pomeriggio di pioggia, mentre fredda accompagnata da frutta fresca è una colazione perfetta anche d’estate.  Se poi volete farcire bignè, pandispagna, crostate da lì dovete passare e dalla sua qualità dipende molto, se non tutto.  La ricetta è semplice. Naturalmente come ogni classico prevede molte variazioni che però spesso si assomigliano da vicino.
Potete scegliere se utilizzare farina, amido di frumento o maizena, se aromatizzare con vaniglia, scorza di limone o altri profumi, ma su di una cosa non c’è via di scampo: la semplicità esige materia prima eccellente, procuratevi dunque uova e latte freschissimi di ottima qualità.

Nella versione “classica” per farciture vi serviranno:

  • 6 tuorli;
  • 120 g di zucchero (a seconda di quanto vi piace zuccherata e dell’uso che dovete farne potete aumentare la dose);
  • 500 ml di latte;
  • 50 g di amido di mais;
  • la scorza intera di un limone non trattato o un baccello di vaniglia.

In una casseruola mettete il latte con la scorza di limone e portate a bollore. Nel frattempo montate i tuorli con lo zucchero finché non risulteranno ben gonfi e schiariti, (per comodità usate le fruste elettriche ma con un po’ di pazienza e di olio di gomito si riesce benissimo anche con quella a mano). Quando i tuorli saranno “montati” cominciate ad unire poco alla volta l’amido (è pratico usare un colino per scongiurare il pericolo grumi), quindi, quando il composto sarà omogeneo, aggiungete anche il latte e rimettete sul fuoco.  È una buona idea mescolare sempre la crema durante la cottura, per evitare che attacchi o che si compatti troppo di colpo, perdendo morbidezza; pochi minuti saranno sufficienti. Se non utilizzate subito la crema copritela con la pellicola per alimenti appoggiandola direttamente sulla sua superficie, in questo modo eviterete che si addensi la pellicina e sarà più facile utilizzarla per altre preparazioni.

Se invece volete una tazza di crema da gustare così com’è la nostra versione preferita è e rimane quella della (mia) mamma.
Ha il sapore regressivo delle merende d’infanzia e si misura ovviamente in cucchiai e memoria. È molto pratica e decisamente alleggerita, (soprattutto in termini di uova…) una ragione di più per regalarsela spesso.

  • 1 litro di latte intero freschissimo;
  • 4 tuorli d’uovo freschissimi ;
  • 8 cucchiai di zucchero;
  • 4 cucchiai di amido di grano (frumina);
  • Un stecca di vaniglia o la buccia di un limone intero possibilmente verde.

Mescolate a secco amido e zucchero, aggiungete i tuorli e montateli facendo attenzione che non si formino grumi. Aggiungete il latte e il profumo preferito (la vaniglia o il limone), rimettete sul fuoco e portate ad ebollizione continuando a mescolare.

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