Quei 22 milioni a Hong Kong…

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Le capitali mondiali del turismo: ora e sempre più in Asia. Lo conferma l’annuale Top 100 Cities Destination Rankings, edito da Euromonitor International, che misura gli arrivi internazionali (cioè di turisti di Paesi di nazionalità diversa da quella della località che li ospita) in tutto il mondo, relativi al 2011. Hong Kong e Singapore si confermano al primo e secondo posto, rispettivamente con 21,8 e 19,8 milioni di arrivi, entrambe con incrementi notevoli, rispettivamente 8,8 e 8,7 per cento rispetto al 2010. Terza, a sua volta una riconferma, Londra, ma a 15,1 milioni e con un progresso limitato al 2,1 per cento, insidiata, oltretutto, da Kuala Lumpur (13,3 milioni e più 16 per cento). E se forse – causa Giochi Olimpici – non sarà il 2012, non ancora censibile su così vasta scala, l’anno del sorpasso, il destino sembra inevitabile, perché la top ten pullula di “tigri” e “dragoni: Macao (5a a 12,9 milioni, più 8,4) precede Bangkok (12,4 milioni, più 12,5) e la sorprendente Antalya, Turchia, che straccia Istanbul (sono rispettivamente 7ma a 12,0 milioni, più 13,3 e 10ma a 9,8 milioni, ma con un più 20,2). A completare questa élite, la prima destinazione cinese, che non è Pechino né Shanghai, ma Shenzhen, 8a con 10,9 milioni di visitatori e un più 6,3 per cento; e, 9a, New York, a 10,0 milioni con un modesto incremento del 3,5 per cento.
In un mondo dove l’Occidente si contrae quando i Paesi emergenti semmai rallentano la propria crescita, e va avanti a passo lento quando l’Oriente vola, è ovviamente il turista asiatico a dettare legge. Parigi è solo dodicesima (8,4 milioni), Roma, che perde 4 posizioni rispetto al 2010, è 18ma con poco meno di 6 milioni di ospiti stranieri, ma con un più 4,4 per cento che non è male, per gli standard di crescita medi del blocco Europa-Nord America. Prima della Città Eterna ci sono anche l’altra sorpresa cinese Guangzhou, Dubai, (“finalmente”) Shanghai, Miami, La Mecca e Pattaya (Thailandia).

A livello di destinazioni europee, Barcellona è 20ma, Budapest 24ma, davanti ad Amsterdam. Praga 29ma, precede Berlino e Vienna. Nelle prime 100 destinazioni mondiali compaiono anche le 2 città d’arte italiane ante litteram e la capitale economica. Proprio Milano ottiene il risultato migliore, con 2,07 milioni di arrivi, il 66mo posto, una sola posizione persa e un 4,8 per cento in più rispetto al 2010. Poi c’è Venezia (76ma, ma in questo caso con 2 posizioni guadagnate, pari a 1,83 milioni, più 4,7 per cento) e poco distante Firenze (78ma, una posizione meglio dell’anno prima, per 1,81 milioni e un incremento del 4,5).
Dati in parte sorprendenti, in realtà diretta conseguenza del trend economico-demografico mondiale. Numeri che, osservati da dentro, sono ancora più interessanti. Perché se Hong Kong (dove i turisti cinesi contano ancora come stranieri), attinge il 50 per cento del suo bacino di utenza, appunto, dalla vicina “madrepatria di fatto”, 4 ospiti di Singapore su 10 vengono dalla Malaysia. E la stessa ex colonia britannica può vantare incrementi a doppio zero nei flussi turistici provenienti da Indonesia, Corea del Sud, Malaysia, Thailandia, e dalla stessa citta-stato che le contende il primato. Non è solo il gigante da 1,5 miliardi di abitanti, in altre parole, a muovere le acque e risultati clamorosi. Come quello ottenuto dal Vietnam, con Hanoi e Ho Chi Minh City entrambe in crescita del 40 per cento. Ancora, ad un occhio europeo desterà sorpresa trovare, appunto, Shenzhen e Guangzhou, sentite nominare a stento,  davanti a Shanghai e Pechino. In realtà, i conti tornano: si tratta di metropoli dell’ultima ora, cresciute a dismisura, e non a caso, attorno a Hong Kong e Macao, con le quali “confinano”. E i milioni di turisti che attirano non sono né di provenienza europea, né cinese (in questo caso i discendenti di Mao e Confucio contano come “interni”), ma quelli in arrivo dal resto dell’Asia, oltre agli stessi abitanti di Hong Kong e Macao, che magari decidono di trascorrere un weekend low cost: come gli inglesi che attraversano la Manica, o qualche italiano del Nord che va a sciare a Livigno dove benzina, sigarette e alcol costano meno.

Altri dati, a dimostrazione di un turismo in grande divenire. Le località balneari più gettonate si trovano tutte in Asia (Miami non può essere considerata esclusivamente una destinazione “sole e mare”). A cominciare da Antalya, appunto, che non sarà Asia nel senso in cui siamo abituati a pensare il Grande Oriente (è poco lontana da Cipro), ma ha saputo attirare i primi turisti russi e ora si permette di surclassare Istanbul, da sempre considerata una delle più belle città del pianeta. In un ipotetico podio di destinazioni estive, la città turca precede Pattaya e Phuket, entrambe in Thailandia, entrambe frequentate da europei e italiani, ma, ovviamente, non solo.

All’Occidente, per continuare a restare nell’élite del turismo mondiale, non resta, e non resterà, che attirare i turisti dei nuovi mercati. L’Italia sembra aver già cominciato a farlo “Roma in particolare ha registrato un buon progresso – spiega Angelo Rossini, Travel and Tourism Analyst presso Euromonitor International. – In parte, questo è dovuto al ritorno di flussi tradizionali, americani e giapponesi in particolare, in parte al primo sviluppo di una forma di turismo organizzato dalla Russia, ma anche dalla Cina”. “L’Italia e l’Europa in generale – dice ancora Rossini – sembrano aver tratto beneficio dalla nascita del turismo low cost. Il moltiplicarsi dell’offerta di voli diretti economici, di offerte alberghiere allettanti, il tutto anche grazie al fenomeno della prenotazione online, ha innescato il fenomeno dei “city breaks”, con effetti positivi in particolare per le città del Vecchio Continente”. E per favorire i flussi turistici provenienti dai Paesi emergenti, Europa e Nordamerica dovranno in qualche modo allentare la morsa dei visti e dei controlli. Sia Londra che Washington hanno cominciato a farlo, almeno per specifici Paesi, come Cina e Brasile.

Al di là dei meccanismi macroeconomici, le località vincenti hanno ancora una volta dimostrato la loro capacità di proporsi come destinazioni allettanti. Hong Kong ha saputo creare una serie di eventi a tema capaci di attirare i turisti asiatici, Singapore sta valorizzando grandi kermesse, non ultimo il Gp di Formula 1, e contemporaneamente crea attrazioni e parchi a tema a ritmi forsennati; Londra, anche senza le Olimpiadi, i cui risultati si vedranno tra un anno, resta un concentrato di grandi eventi, oltreché una delle località meglio raggiungibili al mondo, nonostante la collocazione isolana e l'(apparente?) omologa natura dei suoi abitanti.

Euromonitor International, azienda leader nel settore dell’analisi di marketing strategico ricava queste classifiche dai dati statistici ufficiali dei diversi Paesi (e città), incrociandoli con quelli del traffico aereo e dei flussi alberghieri. Secondo gli analisti della società, con quartere generale a Londra e locazioni strategiche nei grandi hub mondiali, il 2012 registrerà incrementi almeno pari a quello (7 per cento medio per le località top 100) visto nel 2011. Ma, crisi e recessione permanenti, saranno soprattutto Asia-Pacifico, Medio Oriente, Africa e America Latina a guidare la crescita. E per incoraggiare il turismo nel prossimo quadrienno – concludono gli analisti – una politica di allentamento della stretta dei visti sarebbe quanto mai auspicabile.

http://viaggi.repubblica.it/

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