Thailandia

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Il mese scorso sono stato in Thailandia per una quindicina di giorni. Nella pagina “Fotografando” di questo sito, ho inserito un piccolo estratto di foto: Figli di Budda. Dalla Thailandia ho riportato con me le contraddizioni di una nazione in forte crescita consumistica, che vede centri commerciali fantasmagorici di fianco a mercatini fatiscenti ma colorati e vivi; macchine di lusso fermarsi ai semafori insieme ai Tuk Tuk e motorini sgangherati con 4 persone in groppa (e almeno 2 bimbi); ristoranti alla moda e di alta cucina avere di fianco l’ingresso baldacchini che emanano una puzza indescrivibile di poltiglie varie e cibarie approssimative; mezzi di trasporto avvenieristici intersecarsi con mezzi di fortuna; aeroporti spaziali da rimanere a bocca aperta con aeroporti fatti di capanne ma anch’essi da farti rimanere a bocca aperta; odori floreali che ti coinvolgono all’ingresso di hotel a 6 stelle con una diffusa puzza di fogna che ti segue per strada. Ho riportato con me il sorriso dolce e disponibile delle persone; la bellezza delle donne locali con le loro linee proporzionate, la loro pelle che sembra porcellana, gli occhi a mandorla spesso coperti da fili di capelli neri e lisci. Riporto con me anche un’affascinante  ed intrigante cultura buddista libera e permissiva, senza dogmi e bigottismi tipici del nostro cattolicesimo antico.

Tutto questo e tanto altro riporto con me qui in Italia che, come sempre capita quando ritorno da un viaggio all’estero, riabbraccio volentieri; un’Italia che ritrovo però sempre arrancare appresso ad un’emancipazione culturale, sociale e turistica.

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